Visualizzazione post con etichetta Mamma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mamma. Mostra tutti i post

sabato 12 maggio 2018

Mamma...




“… Tu sei di tua madre lo specchio,
ed ella in te rivive
il dolce aprile del fior
dei suoi anni…”

photo Tazio Secchiaroli



martedì 8 maggio 2018

Le madri non cercano il paradiso




Le madri non cercano il paradiso,
il paradiso io l’ho conosciuto
il giorno che ti ho concepito.
Perché vuoi morire?
Non ti ricordi la tua tenera infanzia
e quanto hai giocato con me?
Perché vuoi inebriarti della tua anima?
Tu stai uccidendo tua madre
eppure non riesco a dimenticare
i gemiti del parto.
Anch’io quel giorno sono morta
quando ti ho dato alla luce,
tu sei peggio
di qualsiasi amante figlio mio
tu mi abbandoni.
.
.
.
- Alda Merini -
.
.
.

photo Phillip Dixon



lunedì 7 maggio 2018

Supplica a mia madre




È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
.
.
.
- Pier Paolo Pasolini -
.
.
.



domenica 25 febbraio 2018

La madre


Vi è un nome soave in tutte le
lingue, venerato fra tutte le genti.
Il primo che suona sul labbro
del bambino con lo svegliarsi della coscienza.
L'ultimo che mormora
il giovinetto in faccia alla morte;
un nome che l'uomo maturo e il vecchio
invocano ancora, con tenerezza
di fanciulli, nelle ore solenni della vita,
anche molti anni dopo che non è più
sulla terra chi lo portava; un nome
che pare abbia in sè una virtù misteriosa
di ricondurre al bene, di consolare e
di proteggere. Un nome con cui si dice
quanto c'è di più dolce, di più forte,
di più sacro all'anima umana:
la madre.

phot. phot. Pamela Hanson