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giovedì 10 gennaio 2019
domenica 6 maggio 2018
Storia di una ladra di libri
“La gente tende a notare i colori di una giornata solo all’inizio e alla fine, ma per me è chiaro che in un giorno si susseguono un’infinità di sfumature e tinte, in ogni istante. Una singola ora può essere composta da migliaia di colori diversi.”
“In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persone trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono solo le parole che cominciano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me.”
giovedì 3 maggio 2018
Il libro degli amici
La profondità va nascosta.
Dove?
Alla superficie.
La stupidaggine degli intelligenti, la goffaggine dei raffinati, dove hanno radice?
Nella smania sfrenata d'imitazione.
martedì 24 aprile 2018
Zero K
Lei ha detto:
– Mi sento una versione artificiale di me stessa. Sono una persona che dovrebbe essere me. -
lunedì 23 aprile 2018
Memorie d'una ragazza perbene
Il mondo, intorno a me, era un'enorme presenza confusa. Camminavo a gran passi, sfiorata dal suo fiato greve. Mi dicevo che, tutto sommato, vivere era ben interessante.
Di nuovo l'avvenire era oggi, e tutte le promesse dovevano essere mantenute senza indugio. Bisognava servire, ma a che cosa? a chi? avevo molto letto, molto riflettuto, molto imparato; ero pronta, ero ricca, mi dicevo, e nessuno mi chiedeva niente. La vita mi era parsa così piena che per rispondere ai suoi infiniti appelli, avevo cercato, fanaticamente, di utilizzare tutto di me, e invece ero vuota, nessuna voce mi sollecitava. Mi sentivo la forza di sollevare la terra, e non trovavo da spostare neanche un sassolino. La mia disillusione fu brutale: Sono talmente di più di quanto non possa fare!
Una donna
Niente del suo corpo è sfuggito al mio sguardo. Credevo che crescendo sarei diventata lei.
«Una domenica fanno un picnic sul ciglio di una scarpata, vicino a un bosco. Il ricordo di essere in mezzo a loro, in un nido di voci e di carne, di continue risate. Sulla strada del ritorno veniamo sorpresi da un bombardamento, io sono sulla canna della bicicletta di mio padre e lei scende lungo il pendio davanti a noi, la schiena dritta sul sellino affondato tra le natiche. Ho paura delle granate e che lei muoia. Credo che fossimo entrambi innamorati di mia madre.»
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